
Il gruppo Galeries Lafayette ha attraversato una sequenza giudiziaria e commerciale turbolenta dall’inizio dell’anno 2024. Diverse decine di negozi, principalmente situati in città di medie dimensioni, sono stati messi sotto i riflettori dopo l’apertura di procedure di salvaguardia che riguardano le società operanti. Il tema va oltre la semplice lista di chiusure: tocca la struttura stessa della rete, divisa tra negozi di proprietà e punti vendita in franchising i cui destini divergono.
Negozi integrati e franchised Galeries Lafayette: due realtà giuridiche distinte
La confusione più diffusa nella copertura mediatica di questo dossier riguarda l’amalgama tra i negozi detenuti dal gruppo Galeries Lafayette e quelli gestiti sotto insegna da società terze. I negozi di proprietà, gestiti direttamente dalla casa madre, non sono interessati dalle procedure di salvaguardia aperte nel 2024.
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I punti vendita interessati appartengono per la maggior parte al perimetro di società legate all’uomo d’affari Michel Ohayon, in particolare le entità HPB e GLF raggruppate sotto il marchio Hermione Retail. Queste strutture gestiscono i negozi sotto contratto di franchising o affiliazione, il che significa che utilizzano l’insegna Galeries Lafayette senza essere detenute dal gruppo omonimo.
La conseguenza diretta: quando un franchisato va in default, il sito commerciale non scompare automaticamente. Può essere ripreso da un altro operatore, cambiare insegna o essere oggetto di un piano di continuazione approvato dal tribunale di commercio. Consultare la lista dei negozi interessati dalla chiusura delle Galeries Lafayette consente di visualizzare l’ampiezza geografica del fenomeno, ma ogni situazione locale segue un percorso giudiziario specifico.
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Piano di continuazione 2024: cosa ha realmente deciso il tribunale di commercio
In primavera 2024, il tribunale di commercio ha approvato un piano di continuazione per diversi negozi gestiti dalle filiali di Michel Ohayon. Questa decisione, riportata in particolare da Sud Ouest, cambia le carte in tavola per una parte dei punti vendita che figuravano nelle liste di chiusure annunciate alcuni mesi prima.
Un piano di continuazione non è un salvataggio definitivo. Impone un calendario di rimborso dei debiti e impegni di mantenimento dell’attività per diversi anni. Se l’operatore non rispetta questi impegni, il tribunale può convertire la procedura in liquidazione giudiziaria.
D’altra parte, finché il piano è rispettato, i negozi interessati rimangono aperti e i dipendenti conservano il loro posto. Diverse città di provincia che si vedevano già private del loro negozio hanno quindi ottenuto un rinvio, la cui durata dipende dalla capacità del franchisato di risanare i propri conti.
Cosa implica concretamente il piano di continuazione
- I creditori accettano un frazionamento del debito su più anni, il che allevia la pressione di liquidità a breve termine per l’operatore.
- Il tribunale designa un commissario all’esecuzione del piano che monitora il rispetto degli impegni finanziari e operativi.
- In caso di inadempimento, la conversione in liquidazione giudiziaria può avvenire in qualsiasi momento, comportando quindi la chiusura effettiva del punto vendita.
I dati disponibili non consentono di concludere che tutti i negozi posti in piano di continuazione sopravvivranno nell’arco di due o tre anni. Il contesto commerciale dell’abbigliamento nel centro città rimane teso, e la frequentazione di diversi siti interessati era già in calo prima della procedura.
Chiusure Galeries Lafayette confermate: le città che perdono il loro negozio
Tra la ventina di negozi inizialmente minacciati, alcune chiusure sono state confermate senza ambiguità. Il caso di Marsiglia è stato il più mediatico: le Galeries Lafayette di Marsiglia hanno confermato la loro chiusura, la direzione citando una situazione diventata insostenibile dal punto di vista economico.
Altre città di medie dimensioni hanno visto il loro negozio abbassare la saracinesca o avviare una procedura di liquidazione. Il comune di queste chiusure risiede nella combinazione di diversi fattori locali.
- Una diminuzione duratura della frequentazione nel centro città, accentuata dalla concorrenza delle aree commerciali periferiche e del commercio online.
- Contratti di locazione commerciale i cui affitti non erano stati rinegoziati da diversi anni, gravando sulla redditività del sito.
- La mancanza di un acquirente locale credibile in grado di mantenere un grande magazzino generalista in un contesto di contrazione del mercato dell’abbigliamento.

Ripresa o cambio di insegna: l’après-fermeture nelle città interessate
La chiusura di un negozio Galeries Lafayette non significa sempre la morte del sito commerciale. In diverse città, sono state avviate negoziazioni per trovare un acquirente o trasformare il luogo in un altro formato di distribuzione.
Il default del franchisato apre la strada a riprese locali o all’installazione di insegne diverse. Questo scenario dipende dalle dimensioni del locale, dalla sua posizione e dall’appetito degli investitori per il commercio fisico nella città interessata.
Alcuni siti occupano edifici storici nel centro città la cui riconversione in uffici o abitazioni richiederebbe lavori pesanti e autorizzazioni urbanistiche complesse. Il mantenimento di un’attività commerciale rimane spesso la soluzione più rapida, anche sotto un’insegna meno prestigiosa.
Il ruolo delle amministrazioni locali
Alcuni comuni si sono espressi pubblicamente per facilitare la ripresa dei siti. Gli strumenti a loro disposizione rimangono limitati: prelazione del contratto di locazione commerciale, supporto fiscale per l’acquirente, o integrazione del sito in un programma di rivitalizzazione del centro città. Nessuna amministrazione può obbligare un operatore privato a riprendere un negozio in perdita, ma il segnale politico pesa nelle negoziazioni.
Il dossier Galeries Lafayette illustra una tensione più ampia tra la logica finanziaria dei gruppi di distribuzione e l’attaccamento degli abitanti ai loro negozi di centro città. I negozi che sopravvivranno saranno quelli il cui franchisato avrà trovato un modello economico sostenibile sul proprio mercato locale, indipendentemente dalla notorietà dell’insegna.